Claudio Rotta Loria, Movimento dal blu del mare

Movimento dal blu del mareNella versione originale del 2011, intorno alla superficie circolare dell’opera intitolata “Movimento dal blu del mare”, sospesa a mezz’aria con l’inclinazione dell’asse terrestre e ricoperta dal blu dei recipienti,  ruota e oscilla molto lentamente  una circonferenza, l’Equatore,  che si apre a spirale in una sorta di abbraccio. Questa installazione nasce, infatti, come un omaggio al drammatico esodo dei popoli del nord Africa e alla vicenda umana delle migliaia di profughi civili che al mare affidano una speranza di futuro, come progetto estetico che intende manifestare la solidarietà dell’arte verso la disperazione di tutti coloro che sono in cerca di un destino migliore. La presenza  dell’indaco e del viola – colore simbolo di rigenerazione – vuole sottolineare l’urgente necessità di un risveglio interiore e spirituale nella società contemporanea, in direzione di un cambiamento capace di concretizzarsi in  forme nuove di  impegno civile e alleanza solidale.

L’opera è stata donata dall’artista al nuovo insediamento universitario progettato da Norman Foster, sede delle Facoltà di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche, denominato anche Campus Luigi Einaudi (CLE – Lungo Dora Siena, 100, Torino), nell’ambito di un evento di arte pubblica promosso dai Proff. Francesco De Bartolomeis e Salvatore Coluccia, che interessa anche le opere degli artisti Mario Ceroli, Luigi Mainolfi, Richi Ferrero, Marina Sasso, Marcella Tisi.

Il Rettore dell’Ateneo, Prof. Gianfranco Ajani, ha valutato che la presenza di questa installazione in un luogo come il Campus Einaudi, possa svolgere una funzione centrale come segno estetico nell’indirizzare non solo lo sguardo, ma anche il pensiero dei tanti studenti e cittadini che ogni giorno attraversano questo spazio pubblico, e si è espresso nel merito affermando la volontà di collegare la donazione di questo lavoro a un progetto di ricerca sul tema delle cittadinanze negate o riconosciute che in quella sede è stato avviato in modo interdisciplinare.

L’installazione  misura 9 metri di diametro, è costituita da un cerchio in rete elettrosaldata che poggia su di una scala allungabile e inclinabile su  ruote, che consente l’inclinazione della superficie circolare. Su questa rete sono fissati 1000 latte di inchiostro tipografico colorate nell’interno di blu differenti. Nell’originaria versione per ambiente interno, una circonferenza in  tubolare di alluminio (Equatore simbolico) mossa da un motore, ruotava intorno lentamente. La sua collocazione in esterno ha condizionato la fissità di questa spirale, che è stata saldata con l’inclinazione dell’asse terrestre a elementi portanti della struttura.

Tuttavia, la rotondità e il dinamismo intrinseco di quest’installazione entrano in efficace sinergia con la circolarità della straordinaria architettura ospite, con le sue variazioni cromatiche e con il continuo movimento di studenti e visitatori che ne attraversano la corte interna, contribuendo in tal modo ad alimentare quel moto interiore di sorpresa ed empatica disponibilità agli attraversamenti culturali che sono propri della surmodernità.

Francesca Pregnolato