Conferenza: “Gli spazi del lavoro intelligente. Omaggio a Francesco Novara”

Giovedì 7 giugno 2012 alle ore 17.30, presso l’Aula Magna dell’Officina H, in Via Montenavale a Ivrea (TO) si terrà la conferenza “Gli spazi del lavoro intelligente. Omaggio a Francesco Novara”.

La proposta di una conferenza in ricordo di Francesco Novara, psicologo del lavoro di fama internazionale scomparso nel 2009, ha origine dalle ricerche di Antropologia e Prossemica condotte in Olivetti tra il 1984 e il 2000, ricerche delle quali il prof. Novara fu attivo promotore e sostenitore.

Figura notissima a livello accademico e soprattutto nella storia dell’azienda Olivetti, Francesco Novara è stato uno dei padri della psicologia del lavoro insieme a Cesare Musatti, suo maestro. In qualità di responsabile del Centro di psicologia dell’Olivetti fra il 1955 e il 1993, egli fu un protagonista indiscusso delle esperienze più avanzate di organizzazione del lavoro e un fondatore dell’Ergonomia contemporanea.

Le ricerche condotte in Olivetti grazie al suo intervento, contribuirono in modo significativo al processo di affermazione delle normative di sicurezza estese al territorio nazionale nel ‘94, alla nascita dell’ergonomia dell’ufficio, dell’ergonomia degli ambienti ICT e dell’ergonomia del software.

Negli spazi dell’OPE S. Bernardo (1984), venne infatti realizzata, in collaborazione con l’Istituto di Antropologia della Facoltà di Scienze FF.MM.NN di Torino, poi Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico Territoriali, una prima indagine esplorativa diretta da Franca F. Pregnolato sulle criticità dell’open space, i cui risultati furono adottati dall’arch. Valle nella progettazione di un nuovo capannone industriale. Nel 1985/86, quell’esperienza fu ripetuta negli ambienti di progettazione del software di base DIDAU/GSRI, dove la ricerca di campo durò un anno e consentì di individuare un modello di spazio compatibile con quel sistema di attività, i cui parametri qualitativi e quantitativi furono utilizzati nel 1989 per la ristrutturazione degli spazi della nuova ICO. Ancora nel 1998, quando decollavano i call center Infostrada/Olivetti, un’altra ricerca condotta nelle sedi di Ivrea, Milano e Pozzuoli, consentì di definire alcuni parametri di qualità ambientale indispensabili a garantire comfort e sicurezza agli operatori di quei particolari luoghi di lavoro. Grazie al decisivo e instancabile sostegno di Francesco Novara, dentro e fuori l’azienda, di quella prospettiva di indagine antropologica, nonché di ogni passo e di ogni richiesta necessari in quel contesto aziendale per realizzarne contenuti e obiettivi, fu possibile individuare le criticità, diffondere l’adozione di buone pratiche negli ambienti a tecnologie avanzate e promuovere un’etica del lavoro fondata sulla tutela della dignità del lavoratore e del lavorare.

Organizzata dall’Associazione Artepertutti/Centro Studi Prossemici con il sostegno della Regione Piemonte, in collaborazione con il Laboratorio-Museo [email protected]e, la Fondazione Natale Capellaro e l’Accademia dell’hardware e del software libero “Adriano Olivetti” in uno spazio storico dell’azienda che Francesco Novara tanto amava, la conferenza intende rendere omaggio a un maestro di pensiero che non va dimenticato, ma va riproposto con forza alle giovani generazioni.

Interventi di:

Franca Pregnolato, Associazione Artepertutti/Centro Studi Prossemici

Nerio Allamanno, Associazione Insediamenti Universitari

Bruno Lamborghini, Associazione Archivio Storico Olivetti

Antonella Palmisano, Presidente SIE Piemonte – Società Italiana di Ergonomia

Parte dei materiali prodotti nel corso di quelle ricerche, la documentazione storica e iconografica, i testi e gli elaborati relativi, saranno esposti in una mostra allestita negli spazi del:

Laboratorio-Museo [email protected] di Ivrea
Piazza San Francesco d’Assisi, 4 – Ivrea (TO)

nei giorni 8 e 9 giugno, h. 15.00 – 19.00

L’evento è stato patrocinato da:

  • Comune di Ivrea
  • Assessorato al Lavoro del Comune di Ivrea
  • Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche
  • SIE – Società Italiana di Ergonomia sezione Piemonte
  • Archivio Storico Olivetti

Gli spazi del lavoro intelligente. Omaggio a Francesco Novara

Franca F. Pregnolato

Questo evento ruota intorno all’area tematica del lavoro negli spazi a tecnologie avanzate e alla persona che sostenne e promosse le ricerche realizzate in Olivetti.

Gli spazi del lavoro intelligente. Una ricerca di Prossemica in un villaggio elettronico, è infatti il titolo di un libro strettamente legato alla figura di Francesco Novara, poiché fu lui che rese possibile condurre in aziende consociate Olivetti, in anni ancora lontani dall’adozione di normative di sicurezza negli ambienti di lavoro e di tutela dei lavoratori, una serie di indagini che aprirono la strada a queste problematiche, all’ergonomia dell’ufficio e ad altro ancora (2).

Con questa conferenza e con la mostra allestita presso il Laboratorio-Museo Tecnologicamente, ho voluto rendere omaggio a un pioniere della Psicologia del Lavoro, che nei primi anni Ottanta sostenne con slancio una ricerca pionieristica di Prossemica, rendendo operativamente possibile sperimentare sul campo, i metodi e i modelli di un nuovo paradigma dell’Antropologia contemporanea (3).

Francesco Novara è mancato nel 2009 e solo oggi posso pubblicamente ricordarlo, come da allora mi ero ripromessa. Medico di formazione, iniziò la sua attività come psicologo presso l’Istituto di Medicina del lavoro della sede piemontese dell’ Ente nazionale per la prevenzione degli infortuni e fu uno dei padri della psicologia del lavoro italiana. Allievo di Cesare Musatti, dal 1955 al 1993 fu protagonista del Centro di psicologia dell’Olivetti a Ivrea. Autore di molti libri – qui ricordiamo  “Psicologi in fabbrica” (Einaudi, 1980), “Fondamenti di psicologia del lavoro” (il Mulino, 1996), ”Uomini e lavoro all’Olivetti” (Bruno Mondadori, 2005) (4) -, proprio a Ivrea lavorò sui nuovi filoni della psicologia del lavoro, occupandosi dei rapporti tra parcellizzazione del lavoro e responsabilità dei risultati, di arricchimento del lavoro (job enlargement), di prestazione manuale nei confronti della meccanizzazione, di organizzazione del lavoro. Negli anni ‘80, ancorandosi alla ricerca che stavo conducendo negli ambienti di progettazione del software di base DIDAU/GSRI, inaugurò le ricerche di ergonomia del software. Consulente per diverse aziende, esperto di organizzazione del lavoro e di stress manageriale, svolse anche attività accademica presso università italiane e francesi e fece parte del Direttivo Nazionale della SIE-Società Italiana di Ergonomia. Nel 1998,  l’Università di Bologna gli conferì la laurea honoris causa in psicologia.

Perché questa conferenza a tre anni dalla sua morte? La prima motivazione concorre alla volontà di molte persone che lo hanno conosciuto, ed è ben espressa nelle parole di un’amica che mi ha scritto “Ho avuto la fortuna di avere il prof. Novara come docente al Master di Ergonomia e posso dire che toccava il cuore con una garbata, profonda ironia! Grazie per non far cadere il suo ricordo”. Ricordarlo è il primo tributo che dovevo a un  mentore e maestro di pensiero.

In secondo luogo, conferenza e mostra testimoniano lo stesso sentimento che Francesco mi espresse in una sua mail di accompagnamento a una breve recensione di Corrado Stajano del libro “Uomini e lavoro alla Olivetti”: una profonda amicizia. In ragione della quale, penso che oggi si debba ancora denunciare ciò che egli scrive all’inizio del libro: «Agli imprenditori costruttori di futuro sono andati subentrando cacciatori di valori azionari, speculatori del mercato borsistico, arraffatori di monopoli, artefici di partecipazioni incrociate e di piramidi societarie. A un mondo del lavoro umiliato in una società lacerata e disorientata, succube delle vicende aleatorie di un’economia finanziarizzata, si rivolge il coro di queste testimonianze». Mondo il cui clima, registrato anche nei libri che accompagnano le mie ricerche, Stajano così descrive sinteticamente: dall’arrivo, nel 1978, di De Benedetti… È cambiato il clima, lo si vede anche dalle apparenti piccole cose. Si accumulano gli errori, si moltiplicano i conflitti … Il finale è mortificante … C’è un tourbillon di Opas, De Benedetti se ne va nel 1996, arriva Roberto Colaninno, poi la Telecom. L’Olivetti non ha più una sua storia. Quella che è stata un’utopia possibile ha una fine ingloriosa. Una classe dirigente di alto valore intellettuale viene cancellata”.

Non si può, tuttavia, cancellare l’alto valore del lavoro intellettuale di Francesco Novara, né può essere cancellata la memoria delle esperienze che in quell’azienda si sono fatte, comprese le esperienze di ricerca di cui qui parlo. E soprattutto, va consegnata alle giovani generazioni, la ricca produzione saggistica di un maestro di pensiero, la cui serrata critica ai paradigmi comportamentisti e alle semplificazioni ideologiche può forse smuovere l’inerzia che caratterizza l’ultima frangia di quel processo distruttivo di una cultura del lavoro fondata su un principio di dignità, oggi rappresentato a mio parere dall’esercito dei giovani dei call center. Come afferma, infatti, Giulio Sapelli in una frase sigilla la postfazione di quel libro

La memoria ha un prezzo,

non quello che si paga per scambiarla con il silenzio,

ma quello che si paga per non omologarla al senso comune e alla falsa coscienza e per conservare l’integrità della persona che può esistere con essa ed in essa

 Infine, credo sia sempre doveroso ricordare chi fino alla fine dei suoi giorni non ha mai smesso di dichiarare la sua indignazione per ciò che mortifica il lavoro  e chi, quando ero giovane, mi ha trasmesso questo semplice, ma grande insegnamento:

“ho sempre cercato di fare in modo che la parte di studio e ricerca fosse in continuo dialogo con la realtà concreta della vita delle persone e delle organizzazioni, per interpretarne i temi e sperimentare miglioramenti”.